sabato 15 marzo 2008

UN PO DI CULTURA NON GUASTA

LA RELIGIONE DI VENERE

Venere magica Dea della carne

Venere è la Dea dell'Attrazione. La sua religione si trova situata sul piano terrestre; essa costituisce anche una esperimentazione di questo piano terrestre. I sacra­menti e i sacrifici di Venere dovranno dunque far richia­mo alle correnti del piano terrestre, e specialmente alla corrente attrattiva. La forma ordinaria di questa è l'amore e il suo campo d'esercizio la carne. Per tal mo­tivo la religione di Venere è sopratutto la religione fluidica dell'amore, e la dea la Dea magica della carne.
La comunione, sacramento principale, sarà, per con­seguenza, 1' unione intima del credente con la Dea, cioè la vibrazione dell'anima all’unisono della corrente attrat­tiva, la fusione completa dell'essere nel fluido dell'amore: sarà l’orgasmo.
L’orgasmo! Quale cosa divina e misteriosa! Al ter­mine dell'atto di piacere, la carne intera strasaturata della corrente si stende bruscamente come la bottiglia di Leyda si scarica al contatto del dito dell'operatore. L'amore accumulato si spande nel serbatoio cosmico del piano ter­restre, come l'elettricità della bottiglia di Leyda si perde nel suolo. L'anima, rapita, s'inabissa per qualche attimo nelle regioni infinite dell'attrazione. È un momento d'inco­scienza, durante il quale nessun'altra cosa esiste; il tuffo sublime nell’Assoluto!
La comunione è completa. La dea e l'uomo per un istante non fanno che una sola persona. La creatura tra­sportata nel mondo dei principii creatori gusta un poco la sensazione indefinibile del ritorno all’Assoluto, donde essa è uscita e dove ritornerà.
È qui, senza dubbio, per l'uomo, la più alta espres­sione delle sue attività cosmiche materiali. Inconsciamente, quando non è diretto dalla religione, ricercherà questo momento come il fine supremo delle attrazioni della sua carne; ma, quando una religione, ossia una scienza sotto forma ieratica, lo guida, egli si studierà di ottenere lo spasimo in una maniera logica e completa. Egli non si abbandonerà più al caso nell'abbraccio, ma s'accoppierà con un essere di polarizzazione fluidica contraria alla sua; terrà conto dell'ora, della posizione della terra nello spa­zio; s'ingegnerà di risentire un massimo di vibrazioni attrattive, e s' immergerà, fiducioso, nel seno della Dea. Allora il suo godimento sarà infinito; l'atto dell'amore prenderà l'andamento di un rito, e lo spasimo la forma di un sacramento. Cosi avverrà la comunione con Venere.
L’orgasmo è uno di quei fenomeni che sfuggono alla fisiologia propriamente detta. Questa si deve contentare di riconoscere il fatto e di mostrarne solamente il meccanismo nervoso. Il resto, la sensazione in sé stessa, av­viene in quella parte dell'anima che oggi viene chiamata l'io subliminale, o ancora coscienza poligonale. Ma questo io subliminale non è se non una forma particolare dell'io cosciente, dal quale sembra differente solo perché rifiette gli stati del corpo fluidico. Ora è necessario consi­derare il corpo fluidico come il mediatore plastico del corpo umano. In questo senso sarà analogo all'Etere, che costituisce il mediatore plastico interplanetare. È dunque un mezzo vibratorio atto a ricevere e a trasmettere le vibrazioni cosmiche.
L’orgasmo è il resultato di vibrazioni cosmiche at­trattive; ed è una vibrazione, lui stesso, d'un piano co­smico superiore, cioè, come dirà il teologo, del pia­no speciale alla Dea Venere. In una parola, l’orgasmo è la nostra maniera, per noi terrestri, di avere la sensa­zione dell'attrazione universale; la quale non si può ana­lizzare perché è parafisica, superiore al concreto e infe­riore all'astratto, e si trova perciò in un dominio inter­mediario, in modo che noi non ne abbiamo coscienza ma subcoscienza.
È chiaro che una religione fondata su la potenzialità e le modalità dell'attrazione, abbia, per sacramento principale, l’orgasmo. È il solo mezzo che l'adepto possiede per ricevere e risentire l’induzione elettro-magnetica di tutte le correnti attrattive.
Occorre che un sacramento, per avere una portata ieratica, sia non solo una funzione cosmica, ma presenti anche una moralità e una utilità.
Giacché noi pratichiamo da secoli la morale del Cristo, non sappiamo più distinguere le basi cosmologiche della morale universale. Perciò le nostre idee su la morale sono in perpetuo conflitto con la scienza.
Allarghiamo le nostre concezioni. Una morale è un complesso di modi razionali di vita, ovvero un codice dei costumi che può presentarsi sotto diversi aspetti, a seconda dell'orientazione che si da alla vita. I diversi aspetti della morale, cosi considerata, saranno dunque eguali fra loro, il bene e il male, il piacere e il dolore, il bello e il brutto, l'utilità o l’inconveniente, non saranno più, allora, che i rapporti soggettivi dei nostri atti considerati secondo il codice adottato. Questi rapporti sono dei postulati della morale; non ne sono il fondamento. Il fondamento della morale è semplicemente la logica. L'atto immorale è un atto anti umano; l'atto morale sarà un atto umano.
L’orgasmo, per i fedeli di Venere, è eminentemente morale, giacché, è umano; esso fa vibrare l'essere all'uniso­no delle correnti attrattive assolutamente necessarie, nor­mali, naturali. È dunque il sovrano bene, la suprema bel­lezza, la migliore utilità, il perfetto piacere. Facendo, del resto, astrazione dalla volgare morale dei nostri giorni, qual è 1' uomo che non sia incline a pensare cosi? Tutti i fisio­logi inoltre proclamano che l'essere deve necessariamente provare l’orgasmo; questo è dunque un bisogno, una utilità reale. Se non si sodisfa, gravi disturbi si manife­stano nell'organismo.
Poiché l'attrazione nel genere umano ha per risultato sociale e fisico l'unione degli esseri, il matrimonio costituisce uno dei principali sacramenti di Venere. Ma qui il matrimonio è considerato principalmente dal punto di vista sessuale, non come il fondamento della famiglia; cosi che esso non implica al­cun legamento di lunga o breve durata; è sopratutto un unione carnale per il piacere e per lo spasimo.
Esso ha dunque come complemento naturale il quinto sacramento: lo ierodulismo sotto la forma della prostitu­zione sacra. Lo ierodulismo è l'ordinazione ierofantica, la consacrazione completa del credente al servizio della Dea, e stabilisce una distinzione tra il fedele e il sa­cerdote. Mentre il primo non pratica la comunione se non in certe occasioni o feste solenni, il secondo, in­vece, ha il dovere di comunicare regolarmente. Lo iero­dulismo, di conseguenza, diviene una maniera di prosti­tuzione meritoria.
I sacramenti in una religione sono o necessari o fa­coltativi. Quelli di Venere sono tutti necessari meno lo ierodulismo. Nessun fedele infatti è mai costretto a consacrarsi al servizio del dio.
Tutti sono iniziativi, e corrispondono a stadi diversi nell' istruzione religiosa. Due soli sono comunicativi: la comunione e il matrimonio; e il fedele, per la loro mo­ralità, deve praticarli nella vita giornaliera. Tuttavia, la comunione non è eccellente se non quando è compiuta nel tempio, solennemente e secondo il rito. Ma il matri­monio, che unisce gli sposi per la sua consumazione, può avere per conseguenza anche lo stabilimento della fami­glia; è dunque principalmente il sacramento morale.
Quale è la ragione di tali sacramenti dal punto di vista delle funzioni cosmiche, della moralità e dell'utilità ordinaria ?
Con lo sverginamento, che pone l'essere in istato di ri­cevere le vibrazioni attrattive e di conseguire lo spasimo, si adempie incontestabilmente una funzione cosmica pri­mordiale. Se il difetto delle membrane della verginità non fosse eliminato, si dovrebbe venire alla rinuncia dei benefici dell'amore. Ora, rifiutarli, vorrebbe dire non entrare in co­municazione con il piano terrestre di attrazione.
La stessa cosa deve dirsi della pubertà. Questo fe­nomeno s'impone, o che sia o che non sia conservata la macchia originale della verginità. Giunto il momento, esso si produrrà. L'evidenza della funzione cosmica è dimo­strata dalla vita corrente.
Il matrimonio è necessario se se ne considera la fun­zione sociale, perché ha per postulato la riproduzione. Se l'uomo vi rinuncia, rinuncia anche alle vibrazioni cosmiche dell'attrazione. Perciò non si può negare che il matrimonio adempia una funzione cosmica.
La prostituzione invece ci appare oggi in disaccordo con le istituzioni naturali. La nostra mentalità, formata secondo i precetti della religione del Cristo, la quale ha in disdegno la carne, ci fa considerare la prostituzione sotto un aspetto sfavorevole, sebbene essa attorno a noi e in noi sempre si manifesti alla luce del giorno. Nel no­stro sforzo evolutivo per separarci dall'animalità, noi cre­diamo che sia nostro vero compito unirci nella vita soltanto a un solo essere. Follia e orgoglio! Niente è più contrario alla nostra natura di uomini, dotati non solo d' un'anima intellettuale ma anche d'un corpo animale!
La prostituzione non è se non la consacrazione del fatto innegabile e costante della poligamia e della polian­dria. In un certo senso, essa è superiore a qualsiasi istitu­zione matrimoniale fondata su false istituzioni. Ma effettiva­mente essa conduce all'eterismo e ci fa perdere la no­zione della famiglia che non deve essere affatto trascurata.
È ciò che l'ierofante di Venere ha compreso. Egli si è ben guardato di stabilire una forma di matrimonio sotto parvenza di prostituzione o di istituire nella società l'eterismo. Del resto non lo avrebbe potuto. L'Alta Scienza gìà imponeva, per la costruzione geometrica della sua re­ligione, di distinguere il matrimonio dall'ierodulismo, sotto pena di essere in discordanza con il piano delle vibrazioni attrattive terrestri di cui si serviva.
Il matrimonio nella religione di Venere, è prima di tutto l'unione sessuale; ma è anche l'unione sessuale de­gli sposi costituente la base della famiglia. L'ierodulismo, invece, è l'unione sessuale semplice, senza legame di sorta; è la prostituzione per il più gran numero di comunioni con la Dea.
È appunto qui, una funzione cosmica, quella cioè della ricerca del migliore orgasmo per il cambiamento di po­larità del congiungimento. È una legge della nostra evo­luzione: noi dobbiamo progredire nel nostro piano di vibrazione attrattiva, perciò cambiare di continuo. Si è riconosciuto che l'abitudine stanca e affievolisce la sensazione; noi non possiamo dunque sempre unirci al medesimo essere.
Quanto alla moralità di tali sacramenti, non c'è da discutere se sempre noi considereremo il bene relativo terrestre come ciò che è umano e il male relativo terrestre come ciò che è antìumano.
È umano di non conservare la propria verginità, di arrivare alla pubertà, di maritarsi, o quando mai di pra­ticare la prostituzione. Antiumano sarà non amare, non procreare, e cadere nell'eterismo a causa della disorga­nizzazione della famiglia per mancanza di filiazione pa­terna come nella società a tipo ginecocratico. Nondimeno, se la prostituzione resta uno ierodulismo, se non esce dal tempio, essa prende l'andamento di una istituzione umana molto accettabile e profittevole. E le cortigiane, come pure gli efebi, che fanno voto all'amore, invece di essere considerati come disorganizzatori sociali, diventeranno esseri necessari la cui missione sarà di sodisfare alla funzione cosmica del cambiamento; esseri sacri secondo la religione di Venere. Ben si comprenderà dunque perché gli antichi popoli li onorassero.
E’ utile non conservare la propria verginità per maritarsi e di maritarsi per provare l’orgasmo. È utile anche stabilire una prostituzione sacra per permettere il cam­biamento nel coito ai capi di famiglia e per dare adito all’orgasmo a coloro che non hanno famiglia.
Facendo astrazione da tutti i pregiudizi che ci hanno trasmesso le istituzioni cristiane, noi arriveremo facilmente a comprendere il meccanismo e le ragioni logiche di que­sta dimenticata e misconosciuta religione di Venere.
Qui, tuttavia, per la forma stessa della religione che è eminentemente concreta, ci sembra che lo ierodulismo sia puramente materiale. Non è che una apparenza, e ce ne convinceremo quando bene avremo riflettuto che ogni ierodulismo comporta una iniziazione e che ogni iniziazione conduce alla spiritualità.
Le sacerdotesse dei tempii di Venere si davano, certo, con un furore senza eguali, alla più completa prostitu­zione; ma, cosi operando, esse sodisfacevano precisamen­te alle condizioni della loro religione. E non si dedica­vano forse, uscendo dalle braccia dei loro amanti, a sa­pienti dissertazioni anche intorno alle più elevate delle scienze? I filosofi, in Grecia, frequentavano volentieri le cortigiane, non certo, unicamente per i piaceri fisici, ma anche perché esse si trovavano capaci di discutere per esempio su la costituzione dell'universo. Come si potrebbe credere che degli speculatori cosi arditi e dei saggi cosi profondi come Socrate, Platone, Epicuro, Aristìppo, Pericle, Sofocle, Diogene, si compiacessero della conversa­zione con femminette ignoranti? Noi non sappiamo che cosa fosse precisamente una antica etéra, giacché non possediamo più in Occidente delle iniziazioni a Venere.
Lo ierodulismo di Venere dava una certa gloria. La cortigiana, poiché rappresentava in qualche modo la Dea, si recingeva dell'aureola della vittoria proclamata da Pa­ride. Ed era giustificato il rispetto onde era circondata a causa della sua scienza profonda delle carezze e della loro ragione cosmologica. Istruita completamente in Amore, sorpassava tutte le altre donne per le sue raffinatezze; iniziava ai misteri dell’attrazione e si distingueva dalla moltitudine dei credenti per il possesso di riti segreti.

INDICE

IL MITO DI VENERE SECONDO LA TRADIZIONE



Nascita di Venere - il matrimonio - L'adulterio - La vendetta di Vulcano - La nascita di Anteros - La passione del Gigante – Adone - L'anemone - La nascita di Cupido - II giudizio di Paride - La guerra -
L'ascensione



DOGMI DELL'ATTRAZIONE UNIVERSALE E DELL'AMORE UMANO
Origine dell'Attrazione - L'Attrazione e l'Esistenza - L'Attrazione e l'Evoluzione - La vittoria dell’esistenza - L’origine del piacere - L’attrazione sfugge all’uomo - L’attrazione si unisce all’uomo - La morte - L’attrazione e il tempo - Trionfo dell’attrazione - Mortificazione - dell’attrazione - Conseguenze dell’attrazione



I QUATTRO SENSI ESOTERICI DEL MITO DI VENERE
I quattro sensi del mito - Fonti del mito di Venere - L’amante nell’amore - La donna nella storia - L’esistenza sulla terra - Le quatro Veneri – Venere è il Sole – l’astrologia religiosa – il segno della Bilancia – Venere nello Zodiaco – evoluzione del cosmo solare – gnosi superiore



I SACRAMENTI DELLA RELIGIONE DI VOLUTTA’
La corrente attrattiva – comunione in Venere – moralità dell’orgasmo – i cinque sacramenti di Venere – valore di essi – Ierologhi antichi – sverginamento dei bambini – l’Opera di carne – rito dello sverginamento – il sacramento della pubertà – la scienza dell’amore – i riti del matrimonio – la prostituzione sacra – preludio dell’iniziazione



L’INIZIAZIONE A COTITO, DERCETO E CIPRIGNA
Grandi e Piccoli Misteri – i tre gradi iniziatici – i riti del primo grado – riti del secondo grado – Derceto o la Venere dei Pesci – cerimonie di Derceto – riti del terzo grado – esoterismo del mito di Adone – cerimonie a Ciprigna – gli Dei Cabiri



LA MORALE DEL PIACERE E DELL'AMORE
Base dei decaloghi - Armonia, Amore, Voluttà - L'atto dell'Amore -L'Amore e una preghiera - Amori superiori - Amori contrariati - Gli amori sono passeggeri - L'Amore fattore di evoluzione - Amore della Razza - Amore sociale - Aggruppamenti sociali - L'Attrazione nella società - Decalogo del Piacere e dell'Amore - Gli amori con­temporanei



II CULTO PUBBLICO DI VENERE E L’ERESIA DI ADONE

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