sabato 2 maggio 2009

«Dio del cuore» era quindi un invito a superare le intolleranze e il fanatismo, per scoprire l’unica Verità che unisce tutte le religioni. Finché i concetti di “io” e “mio” avranno la priorità nella nostra vita, il nostro ego la farà da padrone, e non potremmo mai ottenere la realizzazione del puro desiderio, la realizzazione del Sé, che è stata profetizzata, con nomi diversi, in ogni nazione del mondo.


K A B I R
La luce della luna traspare dal mio corpo, ma i miei occhi ciechi non la vedono. La luna è dentro di me, il sole è dentro di me. Da solo il tamburo dell’eternità rimbomba dentro, ma sorde le mie orecchie non lo sentono. Finchè l’uomo per l’io e il mio s’affanna il suo lavoro non vale nulla: quando tutto l’amore per l’io e il mio è morto allora il lavoro del Signore è fatto. Perchè il lavoro non ha altro scopo che ottenere la conoscenza, quando questo accade, allora si mette via il lavoro. Il fiore fiorisce per frutto. Quando il frutto arriva il fiore secca. Il muschio è nel cervo, ma non lo cerca dentro: vaga e vaga ancora in cerca d’erba...

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