lunedì 15 febbraio 2010




Stanotte amerò una donna
che non ho conosciuto ancora.
Sarà la notte più dolce che ricorderò
Tu, guardi il mio riflesso frangersi in te,
io, guardo il tuo sguardo,
sembra perso
tra i vicoli del ricordo, immerso
in un pianto triste che contiene
tutte le notti inondate da stelle malinconiche
ed assenti che costellano il tuo cielo nudo.
Immensi i tuoi occhi, nel pianger polvere lunare,
stanchi, piano chiedono il sonno,
ora, con una mano, lasci che ti sogno
mentre tu dormi e pensi;
tu, sconosciuta ai miei sensi,
stanotte ti farai amare
e sarà la notte più dolce che lontani
da noi, noi potremo raccontare al mondo,
al suo silenzio di note stonate,
al suo frastuono di lacrime sbagliate.
Mentre dormi, proverò in silenzio
Di rubar tutti i tuoi sogni, e vedo già
Attraverso il mio riflesso ciò che mi nascondi,
sono visi noti con vuoti sorrisi confusi, che
ti regalano solo la malinconia che, come me,
vuoi fuggire via, ma finisci ancor una volta
con il piangere un pianto lungo una notte intera.
Volo nel tuo volo di sonno ma sono solo,
tu non vuoi che qualcuno ti conosca come sei,
sola vuoi camminare scalza mentre s’alza il tuo respiro
contrariato, scanzi il mio sguardo con il tuo fiato ma non sai,che io,
in un tuo umido battito di ciglia
t’ho rubato il respiro, i tuoi mille pianti e tutto ciò che pensi,
e stanotte t’ho amato davvero,
piccola e timida sconosciuta ai miei sensi.

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